Il 6 agosto scorso, il nostro caro diacono Franco Fortuna ha avuto un malore improvviso, portato in eliambulanza all’ospedale Gemelli, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno il 12 agosto.
I funerali si sono svolti giovedì 14 agosto, con enorme affluenza di popolo, segno evidente del bene seminato da Franco nei 63 anni della sua vita terrena. Riposa nel cimitero di Casperia.
Mentre ringraziamo il Signore per averci mostrato in Franco una vita bella e buona, preghiamo la bontà divina, perché ricolmi Franco dei suoi doni eterni e riempia la sua famiglia e ciascuno di noi di fede e speranza.
“Per fede, non temere…”
Una santa Messa in ricordo e in suffragio verrà celebrata venerdì 12 settembre, a un mese dalla morte, in Cattedrale, alle ore 19.30.
Link al ricordo di Franco sul sito della Diocesi (QUI);
Patrono di Poggio Mirteto, Sacerdote, nacque a Vicenza dalla famiglia Thiene nel 1480.
Studiò diritto a Padova. Ordinato sacerdote, fondò a Roma, in ordine all’apostolato, la società dei Chierici regolari (Teatini). Alla sua Congregazione impose il voto di nulla possedere e di nulla chiedere, affidandosi alla divina Provvidenza.
Si dedicò assiduamente alla preghiera e all’esercizio della carità verso il prossimo.
Morì a Napoli nel 1547. Festeggiato a Poggio Mirteto fin dal 1694. Patrono di Poggio Mirteto dal 1786.
«La Veglia pasquale ci ricorda che la luce della Risurrezione rischiara il cammino passo dopo passo, irrompe nelle tenebre della storia senza clamore, rifulge nel nostro cuore in modo discreto. E ad essa corrisponde una fede umile, priva di ogni trionfalismo…»
(omelia di Papa Francesco la notte di Pasqua 2025)
«Questo è l’annuncio della Pasqua: bisogna cercarlo altrove. Cristo è risorto, è vivo! Egli non è rimasto prigioniero della morte, non è più avvolto nel sudario, e dunque non si può rinchiuderlo in una bella storia da raccontare, non si può fare di Lui un eroe del passato o pensarlo come una statua sistemata nella sala di un museo! Al contrario, bisogna cercarlo e per questo non possiamo stare fermi. Dobbiamo metterci in movimento, uscire per cercarlo: cercarlo nella vita, cercarlo nel volto dei fratelli, cercarlo nel quotidiano, cercarlo ovunque tranne che in quel sepolcro»
(omelia di Papa Francesco I il giorno di Pasqua 2025)
Ringraziamo il Signore per averci donato Papa Francesco: senza clamore, discreto, umile, che ora è altrove. Mettiamo in pratica i suoi insegnamenti, preghiamo per lui nella certezza che lui prega per noi.
“Pellegrini di speranza: così veniamo chiamati in questo anno di giubileo, un anno di giubilo, di gioia. Cosa c’è da gioire quando il mondo intorno a noi sembra cadere in pezzi e la violenza prendere il sopravvento? Quando si confonde la corsa al riarmo con la rincorsa della pace? C’è ancora posto per la speranza? O anche essa è sottoposta a chissà quale dazio da pagare?” … prosegue