Eccovi, eccomi, rieccomi. – Omelia per le Prime Comunioni del 7 Maggio 2017

Eccovi, eccomi, rieccoci
Omelia del parroco per la messa di prima comunione (7 maggio 2017)

 

Cari bimbi, eccovi qui, siete arrivati a questo appuntamento per il quale vi state preparando da tanto tempo, insieme alle vostre famiglie, e aiutati da chi vi ha accompagnato; oggi, finalmente, potete dire a Gesù eccomi; e come due innamorati che si vanno incontro a braccia tese nel desiderio di abbracciarsi e non lasciarsi più…, così oggi voi andate incontro a Gesù con le braccia del cuore belle tese, pronte per un abbraccio; e in quell’abbraccio c’è tutto l’amore di Gesù per ciascuno di voi; Lui, che come abbiamo ascoltato nel vangelo, vi conosce, vi chiama per nome.

Voi non potete saperlo, ma “eccomi” è una bellissima parola; significa “io sono pronto, sto qui per te”. Gesù è stato il primo a dire “eccomi”, sto qui per te; lo ha detto quando si è fatto come noi; quando Dio si è fatto come noi, anzi, come voi…, si è fatto piccolo, si è fatto bambino; e non potete sapere neanche che prima di me…, prima di don Giuseppe al quale mandiamo un saluto verso il cielo, e lui certamente vi guarda dal cielo…, prima ancora di don Franco…, qui c’era un altro signore, che si chiamava anche lui don Giuseppe, e quando rispondeva al telefono, o quando lo chiamavi, diceva sempre “eccomi”, e voleva dire “sono pronto, sto qui per te”; ed è bello che oggi, Gesù a voi, e voi a Gesù, potete dirvi “eccomi”.

Ma c’è una cosa ancora più bella: da oggi, ogni volta potete dire a Gesù quell’eccomi; ogni domenica potete dire “ri-eccomi”. Tutti noi che siamo qui, quel primo eccomi a Gesù lo abbiamo già detto, ora ogni volta gli possiamo dire rieccoci; e così voi, già da domenica prossima, potete dire a Gesù “rieccomi”; e quando si vuole bene a qualcuno, più bello di poter dire eccomi, c’è solo poter dire rieccomi. Pensate a Gesù, che dopo la resurrezione, è andato incontro ai suoi cari, e gli ha detto rieccomi…, quanto amore ci può essere in quella parola.

Per cui oggi vi facciamo gli auguri per il vostro eccomi, ma non siamo così sciocchi da privarci della gioia più grande di poter dire ogni domenica il nostro rieccoci.