Omelia festa dell’Assunta

Ecco l’omelia di don Mauro per la festa dell’Assunta.

La festa dell’Assunta è una delle più care al popolo cristiano. Tant’è vero, che mentre per molte persone sembra non fare molta difficoltà privarsi della messa domenicale, è invece difficile che qualcuno si privi della messa, oltre che a Natele e Pasqua, nelle due occasioni in cui si venera Maria in modo speciale, e cioè l’Immacolata, l’8 dicembre, e l’Assunta, il 15 agosto. Un po’ perché a questo ci siamo abituati fin da piccoli, ma anche perché il popolo cristiano sembra percepire che in Maria c’è qualcosa di più. Forse perché ci portiamo dentro la certezza che la mamma è sempre la mamma.

E allora, proprio come figli, oggi alziamo lo sguardo verso Maria, che come Madre si china su di noi. Guardiamo a lei come i figli che sanno di averla combinata grossa ma sanno anche che la mamma proprio non ci riesce a non volergli bene.

E siccome la nostra preghiera è fatta abitualmente di parole e gesti, oggi vogliamo idealmente compiere un gesto e dire una parola.

Il gesto che volgiamo compiere è quello di mettere nelle mani di Maria tutto ciò che abbiamo nel cuore. È come se, allo stesso modo in cui Maria ha visitato Elisabetta, oggi venga a visitare tutti noi e ci chieda: “Allora, figlio, dimmi, come va?”. E, a meno che il nostro cuore non sia diventato insensibile (cosa che purtroppo spesso accade), noi svuotiamo tutto ciò che abbiamo nel cuore nelle mani di Maria. Se poi allarghiamo il cuore e lo sguardo al mondo intero, allora abbiamo davvero tanto da consegnare a Maria, ma sappiamo che come tutte le mamme anche lei ha le spalle grosse. Come ha giustamente ricordato il Papa tempo fa, quando noi preghiamo l’Ave Maria e diciamo “prega per noi, adesso”, vogliamo dire “prega per me ora, per questa cosa, per questo dolore, per questo problema”.

E poi vogliamo anche dire una parola. E credo che la parola più adatta per l’occasione sia una affermazione; dobbiamo dire: “Ma allora è vero!”. Perché il bello della nostra fede cristiana non sta tanto nel credere che Gesù abbia vinto il peccato e la morte, chi se non lui poteva farlo, quanto piuttosto nella certezza che questa sua vittoria sia stata regalata a noi, e più la accogliamo, più la mettiamo in pratica, e più diventa nostra, più prende spazio dentro di noi, giorno dopo giorno; mentre guardando Maria vediamo tutto questo già realizzato in pienezza. Quello che per noi è un cammino e una lotta quotidiana, in Maria è già realizzato. E allora guardando lei diciamo: “Ma allora è vero!”. Quello che ha detto Gesù, quello che leggiamo nel vangelo, quello che ci tramanda la chiesa…, ma allora e tutto vero! Lo vogliamo dire con lo sguardo sorpreso e incantato che hanno i personaggi del dipinto dell’Assunta, che sembrano proprio dire: ma allora è vero!