Novità
Segnaliamo alcune novità nella sezione “omelie”.
Segnaliamo alcune novità nella sezione “omelie”.
Avvisiamo che, a causa dell’interruzione del servizio elettrico fino alle 17,30, lunedì 13 novembre non ci sarà catechismo.
Ci scusiamo per l’inconveniente.

Dopo #dolcetto-o-giochetto, dall’8 novembre riprendono le attività dell’oratorio!
Il mercoledì e il venerdì secondo gli orari indicati nella locandina. Aspettiamo tutti i bambini e i ragazzi del paese!!

Torna la tradizionale caccia al tesoro che i Giovani della parrocchia organizzano per tutti i bambini del paese in occasione della festività di Tutti i Santi . In gioco per le vie di Poggio Mirteto alla scoperta della vita prodigiosa dei Santi della nostra Chiesa… Altro che Halloween!!
Ecco le Ss. Messe previste per la festività dei Santi e per la commemorazione dei Defunti.
Mercoledì 1 novembre
Ore 8.00 – Cattedrale
Ore 9.00 – Fuori Dazio
Ore 10.00 – Cattedrale
Ore 11.00 – San Valentino
Ore 11.30 – Poggio Mirteto Scalo
Ore 15.00 – partenza in processione dalla Cattedrale, all’arrivo Santa Messa.
Il caso di pioggia o maltempo la la processione non si farà e sarà celebrata la Santa Messa presso la chiesa di San Paolo alle ore 15,30.
Ore 17.30 – Cattedrale
—-> Le Ss. Messe delle ore 11.30 in Cattedrale e delle 16.00 alla Misericordia non verranno celebrate.
Giovedì 2 novembre
7.30 – San Giovanni
10.00 – Cattedrale
16.00 – Misericordia
17.30 – Cattedrale
19.00 – Poggio Mirteto Scalo
C’è stato un piccolo cambiamento di orario nel programma delle 2^ media: il mercoledì dalle 17 alle 19
(e non dalle 16 alle 18 come avevamo scritto!).
Ci scusiamo per l’errore!
ECO DEL CAMPANONE DOMENICA 24 SETTEMBRE
Catechismo! chi è costui?
«Carneade! chi era costui?» scriveva Manzoni nei Promessi Sposi. Ora che riparte il catechismo, sappiamo di cosa si tratta? “Catechismo! Chi è costui?”. Vediamo…
La parola viene dal greco, letteralmente vuol dire una “istruzione orale”, ma è semplicemente l’annuncio del vangelo: ciò che permette agli uomini di credere in Gesù e di appartenere al numero dei suoi discepoli che si chiama Chiesa. Come diceva bene san Giovanni Paolo II: «La catechesi è una educazione alla fede dei fanciulli, dei giovani, degli adulti…». Il catechismo dunque non è roba solo per bambini, i quali, una volta diventati adulti, non ne hanno più bisogno, ma è un cammino che accompagna tutta la nostra vita, e vissuto ogni volta a misura dei nostri bisogni e della nostra età.
Abitualmente noi chiamiamo catechismo quella che più precisamente si chiama iniziazione cristiana, cioè quella parte del catechismo che generalmente si fa da piccoli e che scandisce la celebrazione dei sacramenti che ci fanno cristiani adulti: battesimo, confessione, eucarestia, cresima. Una volta terminata questa prima fase la vita cristiana non finisce, ma anzi inizia in pienezza, e dunque il catechismo, l’educazione continua della fede, l’annuncio del vangelo, non finisce mai, se non in punto di morte.
Ma immagino che questo interessi solo a pochissimi lettori. Ma vorrei poter dire anche due altre cosa, soprattutto ai genitori che ora iscrivono i figli al cammino di Iniziazione Cristiana. La prima: il vangelo non si impone, ma si propone; nessuno vi obbliga, nessuno vi costringe, nessuno vi chiama a casa; se l’educazione cristiana dei vostri figli è per voi importante bene, altrimenti ognuno si senta libero; e l’educazione cristiana comporta dei doveri, come la partecipazione agli incontri (almeno due terzi) e la messa festiva. La seconda: i figli sono vostri e non miei; voi siete i primi educatori anche della loro fede; se il vangelo e la messa festiva a voi non interessa, se lo stile cristiano che è fatto di educazione, rispetto, amore per il prossimo, non vi appartiene, se Gesù e la sua chiesa non vi interessa…, allora non dateci in subappalto l’educazione dei vostri figli, perché la parrocchia non offre un servizio di babysitter, ma vi aiuta nell’educazione alla fede in Gesù.
Dunque: la parola “obbligatorio” è cancellata dal nostro vocabolario; esiste solo la parola “cosa buona per i miei figli e per me”. L’educazione alla fede non è uno dei servizi fra i tanti che offre il territorio e che va conciliata con tutti gli altri appuntamenti, come sport o altro, ma è una cosa che segna per sempre la vita dei vostri figli: o vi interessa o non vi interessa! La parrocchia offre il meglio che è nelle sue possibilità, che il più delle volte sono poche e inermi, ma lo fa con amore e dedizione al servizio gratuito, perché capisce che è importante e che non può farne a meno. Spesso ripeto ai catechisti con ironia, ciò che il Papa Pio VII diceva alla sua guardia nobile nel film “Il Marchese del Grillo”: «A voi, pochi, inermi, e diciamo pure inadeguati, è affidata non tanto la custodia della mia persona a cui non tengo, ma la dignità della chiesa di Cristo che io rappresento». E che Dio ce la mandi buona! Comprendo che per moltissimi genitori è difficile conciliare tutto, e che nella maggior parte dei casi vorrebbero ma non possono; vi abbraccio per questo! Io sono a disposizione per tutto ciò che volete e sarò felice di venirvi incontro al limite del possibile.
Grazie. E non dimenticate di pregare per me.
Eccoci arrivati all’inizio del nuovo Anno Pastorale, momento in cui riprendono tutte le attività della Parrocchia. Con esse riprende anche il Catechismo sia per la Cattedrale che per Poggio Mirteto Scalo.
Di seguito alcune informazioni necessarie.
MESSA INIZIO ANNO
Domenica 8 ottobre ore 10.00 (per Poggio) con invito ai genitori di portare un dolcetto
Sabato 14 ottobre ore 18.00 (per Scalo) con invito ai genitori di portare un dolcetto
ISCRIZIONI
Poggio Mirteto Cattedrale
Presso i locali del catechismo a Poggio Mirteto
da lunedì 25 settembre a venerdì 29 settembre
dalle ore 17.00 alle ore 19.00
Poggio Mirteto Scalo
In chiesa dello Scalo
Sabato 7 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 17.30
Domenica 8 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 11.30
Cliccate per tutte le altre informazioni.
Sulle pagine dedicate all’Eco del Campanone e alle omelie di don Mauro ci sono nuovi articoli che ora possono essere consultati.
Buona lettura!
Martirio di san Giovanni Battista
Oggi siamo qui per celebrare e festeggiare il martirio di san Giovanni Battista.
La parola martire, vuol dire testimone. Il martire è colui che testimonia la sua fede in Gesù davanti alla morte: o rinneghi la tua fede in Gesù e vivi, o testimoni Gesù e muori. I primi testimoni sono gli Apostoli, sono chiamati “testimoni oculari”, cioè hanno visto Gesù vivo, hanno visto Gesù morto, e hanno rivisto Gesù risorto; e davanti alla morte, pur di non rinnegare Gesù risorto hanno subito il martirio. Poi ci sono tutti i “testimoni della fede”, cioè quelli che non hanno visto Gesù, ma hanno creduto in lui, e lo hanno preferito alla vita stessa; questi martiri durano ancora oggi, con un fiume ininterrotto di sangue versato per la fede.
Noi abbiamo la non trascurabile fortuna di non subire persecuzione; una fortuna che una infinità di persone non hanno; e allora la nostra fede dovrebbe crescere florida e rigogliosa, senza ostacoli, arrivare ovunque. E invece guardandoci attorno vediamo che non è così: la nostra fede, qui e oggi, tra di noi, sembra come spenta, come assopita, come la terra che ha subito questa forte siccità. L’indifferenza, l’odio, la cattiveria, il pregiudizio, la divisione, la calunnia… prosperano tra di noi.
Facciamoci aiutare allora da due figure qui presenti stasera.
Una è quella di sant’Antonio Abate, il primo grande santo non martire, che ci ricorda che il martirio ha tante forme e consiste in una lotta quotidiana contro il male e contro la tentazione. Non serve per forza versare sangue per essere di Gesù, basta – e lo ridico ancora una volta e lo ripeterò tante e tante volte per il tempo che passeremo insieme – basta farsi carico delle offese, dei torti, e delle umiliazioni che riceviamo, senza rimetterle in circolo amplificate; bisogna diffondere bene e amore e non odio e maldicenze.
La seconda figura che ci viene in aiuto e proprio il festeggiato: san Giovanni Battista. L’episodio della sua morte lo abbiamo appena riascoltato nel vangelo; a san Giovanni non è stato chiesto di rinnegare la fede, ma è stato chiesto di tacere la verità, di non dire più ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: è un martire della verità; ha chiamato le cose con il loro nome: giusto o sbagliato, vero o falso. Noi magari non siamo come Erode, anche se forse non lo siamo solo perché non ne abbiamo la possibilità; ma certamente tante e tante volte siamo come i suoi commensali, che stanno li zitti zitti senza dire niente o facendo finta di niente. Non è forse vero che le nostre espressioni più ricorrenti sono: «Ma che male c’è? Ma gli altri fanno peggio! Ma in fondo non faccio del male a nessuno! Ma ormai tutto il mondo è così! Ma è solo un vizio non è più un peccato! Ma basta che c’è amore! (tanto la parola amore la mettiamo ovunque)…»; e la differenza tra le cose non esiste più, non si può più dire questo è giusto e quest’altro è sbagliato, perché non si vuole offendere la libertà degli altri o il loro diritto di fare ciò che vogliono. No! l’uomo è libero se può scegliere il bene, non se può scegliere il male, perché bene e male non sono la stessa cosa; l’uomo è vero se può avvicinarsi il più possibile alla verità, non se può costruirsi una verità tutta sua, anche se è falsa.
Oggi scegliamo se essere testimoni della verità, come san Giovanni Battista, o testimoni della falsità e dell’inganno, come Erode e i suoi; e la differenza è spesso sottile.