Avvisi

Corpus Domini

Domenica 18 Giugno si festeggia la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù, le messe domenicali seguiranno il consueto orario, dopo quella delle 19,00 ci sarà la Processione per le vie del paese che dalla Cattedrale, percorrendo il lato destro della piazza andrà verso via Matteotti fino al bivio per S. Valentino, tornerà indietro e passando per via Eusebi giungerà nuovamente in Cattedrale dove verrà impartita la benedizione eucaristica. Durante la giornata alcuni gruppi si impegneranno nella realizzazione di tappeti floreali, tra loro anche gli animatori e i bambini impegnati in questi giorni nel Grest che proprio domenica vivrà la giornata conclusiva.

Fate click per l’omelia di don Mauro.

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50 anni di Sacra Famiglia 

Sabato 10 giugno festeggiamo insieme alla Comunità Parrocchiale e a tutta la popolazione i 50 anni della Parrocchia Sacra Famiglia di Poggio Mirteto Scalo. Il 23 aprile del 1967 il cardinale Giuseppe Ferretto e il vescovo Marco Caliaro consacrarono la nostra chiesa. Oggi ricordiamo quei momenti, ai quali era presente anche il caro don Giuseppe Ferrante, con una festa:

In chiesa alle ore 17,45 si terrà un concerto  del tenore Ivan Maksymovych e della soprano Alla Gof accompagnati dal nostro amico il Maestro Dino Rando; 

Alle 19,00 celebreremo la S. Messa e poi a seguire canti, balli e festa in piazza!

Alle 22:30 ci sarà la sagra della crostata, con i seguenti premi:

1° classificato: pizza x due offerta dal ristorante “Fabio e Cristiano” di Poggio Mirteto Scalo;

2° classificato: pizza x due offerta dal ristorante “Poggio degli ulivi” di Poggio mirteto Scalo;

3° classificato: pizza x due offerta dal “Casale del contadino”  di Nazzano.

In chiesa, inoltre, sarà esposta una mostra fotografica con immagini… di qualche anno fa.

Aspettiamo tutti per poter festeggiare e ricordare insieme i nostri primi 50 anni!

 

 

Gli occhi, il cuore, la fede…

Gli occhi, il cuore, la fede…

Omelia del parroco per il 50° di consacrazione della chiesa di Poggio Mirteto Scalo

23 aprile 2017

 

«Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto», dice Gesù nel vangelo; e alle sue parole fanno eco quelle di san Pietro, che nella seconda lettura dice: «Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui»; do’ per scontato che a nessuno di noi sia apparso Gesù risorto…, dunque quelle parole sono per noi, parlano di noi, di ciascuno di noi. Ma per comprendere meglio facciamo un passo indietro, e torniamo al momento in cui Gesù Risorto appare ai suoi, prima alle donne e poi più volte ai suoi cari apostoli; perché è da lì che è partito l’annuncio della fede, ed è per quella stessa fede che cinquant’anni fa è stata consacrata questa chiesa, ed è quella stessa fede che noi oggi viviamo; dobbiamo trovare il nostro legame con quell’evento se non vogliamo perdere la nostra fede.

E i racconti della pasqua, quelli che ascolteremo per tutto il tempo di pasqua, che ci accompagnerà fino al 4 giugno, ci offrono tre punti di vista, tre esperienze.

La prima è l’esperienza degli occhi, ed è quella degli Apostoli: lo hanno visto! E di questo loro sono testimoni; il loro annuncio è semplice: quello che è veramente morto, è lo stesso che è veramente risorto. Eppure questo non è bastato, non è stato questo a cambiare la loro vita. Hanno visto tanti miracoli compiuti da Gesù, hanno visto Gesù risorto, ma ogni volta hanno fatto fatica a credere; e comunque, la loro esperienza noi non la possiamo condividere; a meno che – ripeto – a qualcuno di voi non sia apparso Gesù risorto…

La seconda è l’esperienza del cuore, ed è quella delle donne: lo hanno amato! Loro hanno seguito Gesù, loro sono state sotto la croce, loro sono state a vedere dove lo seppellivano, loro sono andate al sepolcro, loro lo hanno visto per prime. Poi però improvvisamente di loro si perde traccia. Il loro amore che è nato dagli occhi, perché hanno visto Gesù, lo hanno visto morto, lo hanno visto sepolto, lo hanno visto risorto…, quando non lo vedono più, quell’amore sembra svanire e di loro non si sa più niente; e anche la loro esperienza noi non la possiamo condividere, infatti non amiamo Gesù perché lo abbiamo visto.

Cosa allora ci lega a quell’evento e a quelle persone?

La terza esperienza, che è quella della fede, quella di tutti coloro che hanno creduto a quell’annuncio; è la nostra esperienza, è la nostra fede. Ma c’è molto di più che ci fa essere una cosa sola con gli Apostoli e con quelle donne. Sempre dando per scontato che a nessuno di noi sia apparso Gesù risorto, noi abbiamo creduto, perché chi ci ha annunciato il vangelo, ai nostri occhi era credibile, la sua vita era coerente con ciò che diceva. E se torniamo indietro, nella catena di tutti coloro che hanno creduto, fino agli Apostoli e alle Donne, ci accorgiamo che la loro vita è cambiata. Perché la loro vita è cambiata? Perché può cambiare la nostra? Cosa ci fa essere una cosa sola con loro? Perché lo hanno visto? No! Altrimenti noi non possiamo! Perché lo hanno visto e amato? No! Altrimenti noi non possiamo! Perché allora? Per il dono dello Spirito Santo! Questo ha cambiato la loro vita! questo li ha fatto diventare credibili, questo ci lega a loro. Lo stesso Spirito Santo che ha resuscitato Gesù, lo stesso Spirito Santo che è sceso sugli Apostoli, lo stesso Spirito Santo che ha santificato il grembo di Maria, lo stesso Spirito Santo che cambia il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Gesù…, è lo stesso Spirito Santo che noi ci portiamo dentro.

Noi oggi non festeggiamo le mura consacrate di questa chiesa, ma festeggiamo il luogo che da cinquant’anni, – il primo giorno della settimana, proprio come gli Apostoli, quel giorno che da allora si chiama domenica, – raduna tutti i consacrati. Noi festeggiamo noi stessi. Ora sono più chiare quelle parole: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto», «Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui».

Portiamo sempre nel cuore tutti coloro che ci hanno preceduto nella fede, che ce l’hanno trasmessa, che hanno creato questo luogo, che lo custodiscono oggi, fino all’ultimo, il caro don Giuseppe.

E ora, nell’eucarestia, proprio come san Tommaso, noi possiamo vedere e toccare il Signore Risorto, e nel nostro cuore gli diciamo: “Mio Signore e mio Dio”.

Lettera ai Fratelli e alle Sorelle di Poggio Mirteto Scalo

Montelibretti, 21 aprile 2017

Cari fratelli e sorelle di Poggio Mirteto Scalo,
solo poche ore fa ho saputo che in questo felice giorno, seconda domenica di Pasqua e festa della Divina Misericordia, la vostra – e ora nostra – Parrocchia, festeggia i suoi primi 50 anni di consacrazione; pare infatti che fu consacrata proprio domenica 23 aprile 1967 dal Cardinal Ferretto; quel lontano giorno era presente anche il giovane don Giuseppe Ferrante che ora ci ha lasciato prima del tempo e festeggia questo giorno dal cielo.
Come certamente avete saputo io dovrò prendere il suo posto come vostro parroco, ma le feste pasquali, i tempi del trasloco, e le due parrocchie che devo lasciare a Montelibretti, mi permetteranno di essere da voi solo dal 1 maggio. Ho voluto comunque farmi presente con queste poche righe per unirmi alla vostra festa e alla vostra preghiera in questo giorno speciale.
Come avete ascoltato o ascolterete nella prima lettura gli antichi cristiani erano così descritti: «Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere»; sono certo che ancora oggi voi siete così! e per questo potete e dovete festeggiare; lo Spirito Santo che è sceso sui primi cristiani e ha fatto di loro la Comunità dei credenti è lo stesso che ancora oggi scende su di noi e fa di ognuno di noi i testimoni credibili di Gesù Risorto.
Mi unisco con gioia alla vostra preghiera di lode, e in attesa di venire da voi vi abbraccio di cuore.
A presto.
Don Mauro Guida

L’Eco del 7 Maggio

Carissimi,
è con un po’ di emozione che scrivo su questo “Eco del Campanone”. L’emozione è dovuta a due motivi: il primo è che su questo foglio hanno scritto persone illustri, uno fra tutti il caro don Giuseppe Mancini, che per tanti anni vi è stato padre e amico; il secondo nasce dalla consapevolezza che da questo foglio potrò raggiungere molti di voi, forse più di quelli che ascolteranno la mia voce in chiesa; questi due motivi mi danno gioia ma anche responsabilità.
Ora che ho iniziato il mio cammino insieme a voi desidero, prima di ogni altra cosa, fare dei ringrazia-menti e dei saluti.
Desidero ringraziare don Franco e gli altri sacerdoti (don Sebastiano, don Pierluigi, don Antero, don Alberto, don Lorenzo): mi hanno accolto, incoraggiato, aiutato, e lo faranno spero il più a lungo possibile. In modo particolare don Franco che ha portato il peso di questi mesi e che sta portando il peso di questi primi giorni, per me di confusione e di lento adattamento; lui e gli altri hanno dato e stanno dando un bellissimo esempio di cosa vuol dire essere “umili operai della vigna del Signore”.
E desidero salutare in modo speciale i malati che spero di andare a trovare presto: loro possono svolgere il servizio più prezioso di tutti che è la preghiera e l’offerta di se; e un secondo saluto lo rivolgo a chi ci guarda dal cielo: i due don Giuseppe, di cui indegnamente prendo per un po’ il posto, in attesa di rag-giungerli. Non posso fare a meno di ripetere le parole che tante e tante volte ha ripetuto uno di loro e che è stato il primo che sono andato a trovare e a salutare dopo aver saputo della mia nomina: “Tutto io posso, in virtù di Colui che è la mia forza”.

Don Mauro

Festa di chiusura dell’Anno Catechistico

Mercoledì 17 maggio alle ore 16,30 tutti insieme facciamo festa per chiudere in bellezza l’anno catechistico. I nostri bambini della Prima Comunione hanno ricevuto il sacramento, i ragazzi che si stanno preparando alla Cresima la riceveranno ad ottobre; ci avviamo alle vacanze estive ricordando sempre quel grande Amico che è Gesù, un’amicizia che non va mai in vacanza!!

Animeranno la festa i Giovani della Parrocchia.

Ai genitori chiediamo di portare qualcosa da bere e da mangiare e soprattutto, se prepareranno qualcosa “fatta in casa” di scrivere un cartellino con gli ingredienti per evitare eventuali reazioni allergiche! Grazie!!!

Vi aspettiamo!!

 

Eccovi, eccomi, rieccomi. – Omelia per le Prime Comunioni del 7 Maggio 2017

Eccovi, eccomi, rieccoci
Omelia del parroco per la messa di prima comunione (7 maggio 2017)

 

Cari bimbi, eccovi qui, siete arrivati a questo appuntamento per il quale vi state preparando da tanto tempo, insieme alle vostre famiglie, e aiutati da chi vi ha accompagnato; oggi, finalmente, potete dire a Gesù eccomi; e come due innamorati che si vanno incontro a braccia tese nel desiderio di abbracciarsi e non lasciarsi più…, così oggi voi andate incontro a Gesù con le braccia del cuore belle tese, pronte per un abbraccio; e in quell’abbraccio c’è tutto l’amore di Gesù per ciascuno di voi; Lui, che come abbiamo ascoltato nel vangelo, vi conosce, vi chiama per nome.

Voi non potete saperlo, ma “eccomi” è una bellissima parola; significa “io sono pronto, sto qui per te”. Gesù è stato il primo a dire “eccomi”, sto qui per te; lo ha detto quando si è fatto come noi; quando Dio si è fatto come noi, anzi, come voi…, si è fatto piccolo, si è fatto bambino; e non potete sapere neanche che prima di me…, prima di don Giuseppe al quale mandiamo un saluto verso il cielo, e lui certamente vi guarda dal cielo…, prima ancora di don Franco…, qui c’era un altro signore, che si chiamava anche lui don Giuseppe, e quando rispondeva al telefono, o quando lo chiamavi, diceva sempre “eccomi”, e voleva dire “sono pronto, sto qui per te”; ed è bello che oggi, Gesù a voi, e voi a Gesù, potete dirvi “eccomi”.

Ma c’è una cosa ancora più bella: da oggi, ogni volta potete dire a Gesù quell’eccomi; ogni domenica potete dire “ri-eccomi”. Tutti noi che siamo qui, quel primo eccomi a Gesù lo abbiamo già detto, ora ogni volta gli possiamo dire rieccoci; e così voi, già da domenica prossima, potete dire a Gesù “rieccomi”; e quando si vuole bene a qualcuno, più bello di poter dire eccomi, c’è solo poter dire rieccomi. Pensate a Gesù, che dopo la resurrezione, è andato incontro ai suoi cari, e gli ha detto rieccomi…, quanto amore ci può essere in quella parola.

Per cui oggi vi facciamo gli auguri per il vostro eccomi, ma non siamo così sciocchi da privarci della gioia più grande di poter dire ogni domenica il nostro rieccoci.

 

GREST 2017

Sono aperte le iscrizioni per il GREST 2017 “Si va in scena”.

Di seguito il link per scaricare il modulo di iscrizione.

 

Benvenuto don Mauro! 

Oggi 1 maggio 2017 don Mauro Guida diventa ufficialmente il nuovo parroco di Poggio Mirteto. La comunità lo saluta con un caloroso benvenuto. Ringraziando il Signore per il suo arrivo e ricordando con affetto don Giuseppe Ferrante che lo ha preceduto, confidiamo nella benevolenza del Padre che guidi don Mauro nel sua missione nella nostra comunità. 
Benvenuto don Mauro! 

Auguri don Giusè!

Nel giorno del suo compleanno ricordiamo don Giuseppe Ferrante che ci ha lasciato lo scorso 5 aprile.

Anche se non sei più qui… Auguri don Giusè!

Don Mauro Guida è il nostro nuovo parroco!

Mercoledì pomeriggio, durante la Messa Crismale il vescovo Mandara ha annunciato il nome del nostro nuovo parroco: è don Mauro Guida.

Don Mauro è nato il 21 dicembre del 1971 (ricordiamoci la data così gli facciamo gli auguri!!), ordinato sacerdote da S.E. Mons. Boccaccio il 18 luglio del 1998, è stato viceparroco al Duomo di Monterotondo, poi viceparroco qui a Poggio Mirteto, Rettore del Seminario di S.Valentino,  parroco a  Toffia e Fara Sabina, poi a Monterotondo Scalo, a Casperia e Roccantica ed infine, prima di questa nuova missione, a Montelibretti.

Diamo il benvenuto a lui pregando il Signore affinché possa esercitare il suo ministero con passione, semplicità e gioia.

Nella preghiera ricordiamo anche don Giuseppe che il Padre ha richiamato a sè lo scorso 5 aprile, ringraziandolo per quanto seminato nella nostra parrocchia in questo tempo trascorso insieme.

 

Tutti gli orari della Settimana Santa

Ecco tutti gli orari della Settimana Santa di Poggio Mirteto e Poggio Mirteto scalo.

Click sull’immagine per ingrandire.

Poggio Mirteto Scalo                      Cattedrale                            Cattedrale