Avvisi

Raccolta fondi del 15 agosto

In occasione delle Ss. Messe della Festa dell’Assunta del 15 agosto, per aiutare i nostri fratelli che hanno perso la casa nell’incendio che ha colpito la zona di Poggio Vecchio lo scorso 8 agosto, sono stati raccolti 2000 euro, a cui vanno aggiunti 200 euro offerti dalla Pia Unione della Madonna della Misericordia, per un totale di 2.200,00 euro.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa raccolta di fondi.

Omelia festa dell’Assunta

Ecco l’omelia di don Mauro per la festa dell’Assunta.

La festa dell’Assunta è una delle più care al popolo cristiano. Tant’è vero, che mentre per molte persone sembra non fare molta difficoltà privarsi della messa domenicale, è invece difficile che qualcuno si privi della messa, oltre che a Natele e Pasqua, nelle due occasioni in cui si venera Maria in modo speciale, e cioè l’Immacolata, l’8 dicembre, e l’Assunta, il 15 agosto. Un po’ perché a questo ci siamo abituati fin da piccoli, ma anche perché il popolo cristiano sembra percepire che in Maria c’è qualcosa di più. Forse perché ci portiamo dentro la certezza che la mamma è sempre la mamma.

E allora, proprio come figli, oggi alziamo lo sguardo verso Maria, che come Madre si china su di noi. Guardiamo a lei come i figli che sanno di averla combinata grossa ma sanno anche che la mamma proprio non ci riesce a non volergli bene.

E siccome la nostra preghiera è fatta abitualmente di parole e gesti, oggi vogliamo idealmente compiere un gesto e dire una parola.

Il gesto che volgiamo compiere è quello di mettere nelle mani di Maria tutto ciò che abbiamo nel cuore. È come se, allo stesso modo in cui Maria ha visitato Elisabetta, oggi venga a visitare tutti noi e ci chieda: “Allora, figlio, dimmi, come va?”. E, a meno che il nostro cuore non sia diventato insensibile (cosa che purtroppo spesso accade), noi svuotiamo tutto ciò che abbiamo nel cuore nelle mani di Maria. Se poi allarghiamo il cuore e lo sguardo al mondo intero, allora abbiamo davvero tanto da consegnare a Maria, ma sappiamo che come tutte le mamme anche lei ha le spalle grosse. Come ha giustamente ricordato il Papa tempo fa, quando noi preghiamo l’Ave Maria e diciamo “prega per noi, adesso”, vogliamo dire “prega per me ora, per questa cosa, per questo dolore, per questo problema”.

E poi vogliamo anche dire una parola. E credo che la parola più adatta per l’occasione sia una affermazione; dobbiamo dire: “Ma allora è vero!”. Perché il bello della nostra fede cristiana non sta tanto nel credere che Gesù abbia vinto il peccato e la morte, chi se non lui poteva farlo, quanto piuttosto nella certezza che questa sua vittoria sia stata regalata a noi, e più la accogliamo, più la mettiamo in pratica, e più diventa nostra, più prende spazio dentro di noi, giorno dopo giorno; mentre guardando Maria vediamo tutto questo già realizzato in pienezza. Quello che per noi è un cammino e una lotta quotidiana, in Maria è già realizzato. E allora guardando lei diciamo: “Ma allora è vero!”. Quello che ha detto Gesù, quello che leggiamo nel vangelo, quello che ci tramanda la chiesa…, ma allora e tutto vero! Lo vogliamo dire con lo sguardo sorpreso e incantato che hanno i personaggi del dipinto dell’Assunta, che sembrano proprio dire: ma allora è vero!

Caro San Gaetano…

Caro San Gaetano,

io e te ci siamo appena conosciuti, e devo dire che mi sei andato subito simpatico; spero che il sentimento sia reciproco.

Invece immagino che la maggior parte di questa gente tu la conosci bene; molti di loro li conosci fin da piccoli. E siccome sono certo che tu sei una persona educata, sono sicuro che la tua prima parola è un “grazie”; grazie a tutti coloro che ti hanno onorato con questi giorni di festa, e a tutti coloro che ti venerano come patrono. Patrono è una parola impegnativa, vuol dire soprattutto “protezione”; infatti la preghiera a te rivolta finisce proprio con le parole che dicono «parla di noi a Dio perché ci protegga»; per questo, anche noi, ti diciamo un sincero e affettuoso “grazie”.

Tu sei famoso soprattutto per due cose.

– Per il tuo amore per la chiesa.

hai combattuto la corruzione e la decadenza della chiesa con l’unico modo che il vangelo conosce: alzando il livello di santità, e non puntando il dito contro. Aiuta anche noi a fare altrettanto: non a dire cosa non fanno gli altri, ma a capire cosa possiamo fare noi; aiutaci ad alzare il livello di santità.

– Per la tua fiducia nella provvidenza.

E anche in questo caso con l’unico modo che il vangelo conosce, e cioè “tu” ti sei fatto provvidenza per il prossimo. Perché a dire che Dio deve provvedere so boni tutti, ma a farsi provvidenza per l’altro sono capaci solo i santi.

Spero non ti sei offeso se in cappella t’ho rimesso vicino il tuo predecessore sant’Innocenzo: in due vi fate compagnia e pregate di più per noi.

Io e te ci vediamo tutte le mattine; la maggior parte di questi invece ti vedono una volta l’anno; non avercela con loro, ma anzi, tocca il loro cuore, fa’ sentire loro quanto gli vuoi bene, e anche loro, a modo loro, ne vogliono a te.

Ma soprattutto, in questo giorno a te dedicato, ti chiedo un favore: metti nel cuore di ognuno di noi l’amore di Dio e il dispiacere per i nostri peccati.

Ti abbracciano tutti, e ora, se lo permetti, a tuo nome, ora il vescovo li benedice tutti.

Don Mauro.

Festa dell’Assunta e altri appuntamenti.

In occasione della Festa dell’Assunta, il 15 agosto, le Ss. Messe in Cattedrale seguiranno l’orario festivo: 8,00 – 10,00 – 11,30 – 19,00; a Fuori Dazio, Chiesa dei Sacri Cuori alle ore 9,00 e presso il Santuario della Madonna della Misericordia alle ore 17,00.

IMPORTANTE: Durante le messe del 15 agosto verranno raccolte le offerte che saranno devolute alla famiglia che ha perso la casa nel recente incendio che ha colpito la zona di Poggio Vecchio. Confidiamo nella generosità dei poggiani (e dei turisti) nell’aiutare i nostri fratelli in difficoltà.

Altre informazioni:

  • Lunedì 14 la S.Messa prefestiva delle ore 19,00 si celebrerà in Cattedrale e non a San Rocco,
  • Mercoledì 16, festa di San Rocco, la S.Messa delle ore 19,00 si celebrerà nella chiesa a lui intitolata.

Non perdete il Treno per Lourdes!

Mancano pochi giorni al pellegrinaggio a Lourdes e ci sono ancora alcuni posti liberi, diamo la possibilità a chi non è mai venuto di immamorarsi di questo posto, facciamoci portavoce di questa gioia e invitiamo le persone ad iscriversi al pellegrinaggio perché a Lourdes accade qualcosa di inspiegabile… e chi c’è già stato lo sa!! E poi quando torni non sei più lo stesso di quando parti…Tutto ha un peso, si va a chiedere pur sapendo che non si otterranno risposte immediate. Una risposta  spesso ha bisogno di tempo e questa per primo parlerà al cuore!

Chi volesse partecipare al pellegrinaggio e per qualunque altra informazione può mettersi in contatto con Cristina Montiroli al numero: 388.0430971.

Ecco le prossime date:

con il treno dal 20 al 25 agosto,

con l’aereo dal 21 al 24 agosto.

Non perdete l’occasione! E’ un’esperienza unica, da non farsi scappare!

 

Visite guidate alla chiesa di San Paolo

Vi segnaliamo un’iniziativa interessante proposta dall’Associazione Culturale Amici del Museo di Poggio Mirteto.

nelle date 5, 12, 19, 26 agosto, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 18,00 alle 20,00 sarà aperta la chiesa di San Paolo e ci sarà la possibilità di seguire una visite guidata. Chi fosse interessato può presentarsi direttamente in chiesa, in via San Paolo snc, poco prima degli orari indicati.

7 agosto, San Gaetano

In occasione della festa di San Gaetano le Ss. Messe seguiranno l’orario domenicale : 8,00 – 10,00 -11,30 – 19,00. La S. Messa della sera sarà celebrata da S.E. Mons. Mandara, il coro durante la celebrazione eseguirà questi canti

– Inno a San Gaetano 

– Gloria nell’alto dei cieli ( Cerco il tuo volto – Gen Verde)

– Alleluia (È bello lodarti – Gen Verde) 

– Dove la carità (Cristo è nostra Pasqua – Frisina)

– Santo (Come fuoco vivo – Gen Rosso e Gen Verde) 

Perché tu sei con me (Cerco il tuo volto – Gen Verde)

Agnello di Dio (Rns)

Lodate Dio (Dove tu sei – Gen Rosso) 
Al temine della messa si svolgerà la processione con la statua del Santo Patrono per le vie del paese.

Visita della Madonna Pellegrina di Fatima

 

In occasione del 100esimo anniversario dell’Apparizione della Madonna di Fatima ai tre pastorelli, la statua della Celeste Pellegrina giunge nella nostra Diocesi presso il Santuario di Vescovio, dal 13 al 20 agosto. Qui di seguito la locandina e il programma delle celebrazioni.

Festa del Patrono

Ecco il programma per i festeggiamenti del Santo Patrono di Poggio Mirteto, San Gaetano da Thiene. In occasione della novena le Ss. Messe prefestive di sabato 29 e sabato 5 agosto si celebreranno in Cattedrale e non a San Rocco!

(fate click  per ingrandire)

Omelia per la festa della Madonna della Misericordia

27 giugno 2017

“Ecco tua madre!”; le solenni parole di Gesù in croce risuonano nell’eternità e ancora oggi; non sono dette a un uomo qualunque, ma al discepolo di sempre, sono dette a noi, che qui stasera ancora una volta contempliamo l’immagine miracolosa di Maria e ci sentiamo ripetere da Gesù in persona: “Ecco tua Madre”; e ascoltiamo anche le parole precedenti; un attimo prima Gesù si rivolge a Maria e a lei dice: “Ecco tuo figlio”, e stasera gli ripete indicando ciascuno di noi: “ecco i tuoi figli”.

Mi sembra quasi di sentire l’eco delle parole del Papa che nel suo recente viaggio a Fatima ripeteva in continuazione: “Abbiamo una Madre!”; lo ripeteva commosso, come un bambino che scopre di non essere più solo. Noi possiamo aggiungere: “Abbiamo una Madre di Misericordia”; e chiediamo la grazia di essere un po’ bambini, di sentirci cioè perduti, smarriti, soli, lontano da Maria; più ci scopriamo miseri, più ci scopriamo peccatori, e più dobbiamo stringerci forte alla nostra Madre di Misericordia, con un cuore da bambini. Ma se il nostro cuore deve essere come quello dei bambini, la nostra mente invece deve essere come quella degli adulti, che sanno cioè capire e distinguere il bene dal male, e che sanno decidere per uno o per l’altro. Mettiamoci allora in ascolto di una mente brillante come quella di san Paolo che ci ha parlato nella prima lettura; per altro la lettera agli Efesini è – secondo tutti gli studiosi – una lettera che si può definire circolare, cioè indirizzata non a una comunità cristiana precisa ma a più chiese, dunque può benissimo essere indirizzata a noi oggi. Rileggiamo a partire dalle ultime parole. «Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo». Due affermazioni importanti fa san Paolo: la prima è che noi siamo di Dio, apparteniamo a Lui; la seconda è che siamo fatti per il bene, per le opere buone. Ogni volta che i discepoli di Gesù si radunano insieme, come noi stasera, per mille e mille motivi diversi…, vogliono però sempre ridire come prima cosa che vogliono appartenere a Dio; noi siamo suoi, noi siamo fatti per il bene, la santità è la normalità, il peccato e le cattive opere non ci appartengono, non siamo fatti per loro; tant’è vero che quando facciamo il bene stiamo bene e ci sentiamo bene e felici, e quando invece ci vince il peccato allora ci scopriamo tristi e infelici; finché riusciamo a percepire questa differenza allora abbiamo ancora speranza; è quando ci sempre tutto uguale che dobbiamo preoccuparci perché vuol dire che il nostro cuore e la nostra mente non distinguono più il bene dal male.

È talmente vero che siamo di Dio, che poco prima san Paolo diceva: «Con Gesù ci ha anche resuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli»; siamo talmente una cosa sola con Gesù che con lui siamo già con un piede in paradiso; c’è un posto con il nostro nome scritto sopra e che nessuno può rubarci.

Ma forse la cosa più preziosa per noi stasera la diceva nella prime parole: «Dio ricco di misericordia, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo»; la nostra resurrezione non ci aspetta un domani, ma è già in atto, si realizza ogni giorno, ogni volta che scegliamo il bene. Noi non siamo fatti per il male e per il peccato: questi ci uccidono, ci avvelenano il cuore e ci offuscano la mente, ci rendono schiavi; ma «per il grande amore con il quale ci ha amati» Dio ci libera, ci salva, ci fa rinascere ogni volta.

Noi tutti siamo qui stasera con il peso della nostra vita, con le fatiche, con le tristezze e con le catene dei nostri peccati; ma ricordiamo di non essere fatti per questo, ma per la gioia e per il bene ed è questo che Dio vuole e realizza per noi. Dio ci guarda e il suo amore diventa misericordia e perdono. Impariamo a confessarci spesso; chiediamo la grazia di saper perdonare il prossimo; siamo fatti, costruiti, creati, per questo! Il Signore Gesù guarda con infinito amore la sua Madre e poi indicando ciascuno di noi gli dice: “Ecco i tuoi figli”, e poi guarda noi e ci dice: “Ecco la vostra Madre di Misericodia”.

Omelia per il Corpus Domini

18 giugno 2017

“Noi siamo in comunione con il corpo di Cristo…, siamo in comunione con il sangue di Gesù”, ci diceva san Paolo; e sembra quasi che nella prima lettura Mosè ci dicesse “non dimenticatelo mai”. In tutte queste ultime domeniche abbiamo festeggiato qualcosa di Dio, abbiamo fissato lo sguardo su alcune delle caratteristiche di Dio, che ci hanno fatto contemplare, da tanti punti di vista diversi, l’amore di Dio per noi, e hanno fatto nascere nel nostro cuore la gratitudine e la gioia di chi si sente e si riscopre ogni giorno sempre più amato.

La domenica dell’Ascensione ci ha fatto vedere come noi siamo uniti a Dio, come Dio si ama al punto di mettere la nostra misera umanità dentro la sua grandiosa divinità, la natura umana dentro la Trinità…; la domenica di Pentecoste poi ci ha fatto vedere l’altra faccia della medaglia, come cioè Dio è unito a noi, come Dio ci ama al punto di mettere la sua presenza divina dentro ciascuno di noi, come Dio sceglie di abitare in ciascuno di noi, di fare di ognuno di noi il suo tempio santo…; e ancora la domenica scorsa della Trinità ci ha fatto posare lo sguardo ancora una volta sulla infinita misericordia di Dio, sulla sua scelta di stare in mezzo a noi come colui che è misericordia e amore; il peccato dell’uomo non cambia la natura di Dio che è amore, ma gli fa compiere un salto di qualità: l’amore diventa misericordia e perdono…; e oggi, in questa bella e felice solennità del Corpus Domini, anzi, in questa solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù posiamo lo sguardo sull’amore di Dio che si fa dono, si fa pane, si fa piccolo, si fa spezzato, si fa nutrimento, si consegna a ciascuno di noi.

Come Gesù si è consegnato nelle mani dei suoi carnefici perché si potesse compiere l’opera meravigliosa della nostra redenzione, così Gesù continua a consegnarsi nel pane a ciascuno di noi, perché quella opera di salvezza possa continuare a raggiungere tutti noi, si mette realmente nelle nostre mani; noi dovremmo metterci nelle mani di Dio, ma ci sentiamo indegni o incapaci di cambiare il cuore, e allora Dio stesso si mette nelle nostre mani, e si fa nutrimento per noi. Come diceva bene il nostro amato Papa Francesco: “Gesù non è il cibo dei perfetti, ma il pane e il nutrimento che sostiene il nostro cammino”.

Proviamo allora a tenere a mente due cose che ci fa sempre bene ricordare.

Dio si dona a noi, viene a noi. Ora se a noi qualcuno ci interessa e gli vogliamo bene allora lo accogliamo in un certo modo, se qualcuno invece non ci interessa e anzi ci infastidisce allora lo accogliamo in un altro modo. Come accogliamo Gesù? Come prepariamo il posto per lui? È lui il nostro cibo o è solo un companatico come tanti altri? A partire dalle piccole cose cerchiamo di manifestare il nostro amore verso Gesù: con una richiesta di perdono, con una preghiera devota, con i gesti come il metterci in ginocchio, con il silenzio, anche con il nostro modo di vestire, con l’accostarsi alla comunione con rispetto. Facciamo attenzione a queste piccole cose, perché dicono quanto conta Gesù per noi.

Una seconda cosa ci fa sempre bene ricordare.

Dio si dona a noi, non solo viene a noi, ma viene in noi. Ci assimila a se, ci trasforma, ci cambia il cuore. Come se mangiamo troppo salame o troppa cioccolata o troppo vino si vede…, così se ci nutriamo di Gesù si deve vedere. Come l’amore del marito verso la moglie non si vede dai gioielli che gli regala e che sono frutto solo del suo portafoglio, ma dalla vita di ogni giorno…, così il nostro amore verso Gesù non si può misurare con i giri della processione o con i metri dell’infiorata, ma da una vita degna di lui.

Ma se tutto questo ci sembra troppo complicato, portiamoci nel cuore solo una certezza semplice e assoluta: il primo e più elementare modo per voler bene a qualcuno è esserci, dire io ci sto, sto qui per te, sto qui con tutto ciò di cui posso essere capace, anche con i miei limiti. Dio c’è! C’è per noi! C’è sempre!

Festa della Madonna della Misericordia

Martedì 27 giugno festeggiamo insieme La Madonna della Misericordia. Il Programma prevede la processione verso il Santuario dove si terrà la S.Messa e di seguito il ritorno in Cattedrale.


Il Coro della Cattedrale proporrà i canti:

Ingresso: Salve Regina (Gen Verde)

Offertorio: Come Maria (Gen Rosso, dove tu sei)

Comunione: Ave Maria (Balduzzi, Verbum Panis)

Finale: Santa Maria del Cammino (J. A. Espinosa)

Fare click per l’omelia di don Mauro.

Fare click per l’Eco del Campanone dedicato alla festa della Madonna della Misericordia.